a cura di Gianluca Gervasoni

C’è una casa che non sta mai ferma. Non per capriccio, ma per amore della natura. Una casa che scivola su se stessa, si apre, si richiude, si adatta al tempo, all’umore, al momento. Si chiama ANNA e a idearla è stato Caspar Schols, designer olandese che ha saputo fondere architettura, emozione e paesaggio in un’esperienza abitativa fuori dal comune.

ANNA Cabin non è solo una tiny house. È un rifugio poetico, una dichiarazione d’amore al vivere essenziale, dinamico e immerso nella natura. E soprattutto è una delle architetture mobili più affascinanti degli ultimi anni.

Una casa che si muove, davvero

Quando Caspar Schols ha progettato la prima ANNA Cabin per sua madre – un semplice rifugio sul lago per leggere, dipingere e ascoltare la pioggia – non immaginava che sarebbe diventata un simbolo dell’abitare contemporaneo. L’idea era semplice e geniale: creare una casa in grado di cambiare pelle, letteralmente. Schols realizzò il primo modello da solo, nel cortile della casa materna. A fronte della mole di lavoro prevista dal progetto, riuscì a completare la costruzione con sette mesi di anticipo e tutto in diretta Youtube. Da lì arrivò un enorme interesse, i premi, l’attenzione del settore.

Rendering ANNA Cabin, Courtesy of Caspar Schols

La struttura è composta da due gusci scorrevoli su binari, uno in legno e uno in vetro. A seconda della stagione, del clima o del bisogno di intimità, ANNA può aprirsi completamente al paesaggio oppure richiudersi in un bozzolo caldo e protettivo. In estate diventa una veranda aperta tra gli alberi, in inverno una baita accogliente. Il tutto senza tecnologia complessa, senza motori: solo la forza delle mani, il suono dei pannelli che scorrono, il profumo del legno.

La filosofia progettuale è quella tipica nordeuropea. Anche se prevede la possibilità di essere installata come una casa fissa, con tanto di predisposizioni per le utenze, di base ANNA non prevede fondamenta, ma semplici pali a vite. La struttura è modulare, così da facilitarne assemblaggio e smantellamento con successivo trasporto. Per ridurre l’inquinamento, l’80% dei componenti potrà presto essere realizzato ovunque localmente con macchine a controllo numerico. I materiali del resto sono sono sostenibili e riciclabili, per la maggior parte legno ad alte prestazioni. Quando completa, la casa offre un isolamento termico completo, così da essere vivibile sia nei climi freddi (in cui per altro nasce) che nelle realtà più calde.

L’arte del minimalismo dinamico, ma ad un prezzo

La bellezza di ANNA sta nel suo equilibrio tra ingegneria e poesia. Le linee sono pulite, la palette materica è calda: legno naturale, vetro trasparente, acciaio discreto. Gli interni seguono la stessa filosofi, con pochi elementi all’insegna della funzionalità. C’è spazio per dormire, cucinare, meditare. Tutto è essenziale, tutto è mobile, eppure nulla è sacrificato. Ogni dettaglio racconta una cura profonda per il benessere dell’abitare. La luce che filtra dolce, la possibilità di vedere le stelle dal letto, il dialogo costante con il mondo esterno.

ANNA è più di un progetto di design. È un manifesto per una vita consapevole, sostenibile, in armonia con la natura. È il sogno di abitare in modo leggero, ma pieno. La casa scorrevole di Caspar Schols è disponibile in diverse versioni e può essere installata virtualmente ovunque, dai laghi alle foreste, dai campi aperti alle montagne. Ogni progetto ovviamente sarà diverso e sarà necessario confrontarsi con le esigenze del caso, ma l’idea alla base resta certamente notevole. Non a caso ha ricevuto premi prestigiosi, come l’Architizer A+ Awards e il FRAME Awards Best Design 2023.

Rendering ANNA Cabin, Courtesy of Caspar Schols

La creazione di Schols tuttavia non è economica, contrariamente alle tiny house da manuale. La ANNA Collection, l’ultimo modello aggiornato e completo di tutti gli spazi e comfort, parte da una base di €527.000. Anche se esistono modelli più economici, non è certo una soluzione per tutti o perlomeno è in linea con i prezzi del classico mercato immobiliare in muratura. In aggiunta, bisogna sempre fare i conti con le legislazioni locali, come la nostra, che potrebbero rendere questo tipo di soluzioni più problematiche e ancor meno convenienti di come sono state concepite.

Non c’è dubbio però che Caspar Schols abbia firmato un’opera silenziosa e rivoluzionaria, che ci invita a ripensare il nostro rapporto con lo spazio e con la natura. E in un mondo che corre veloce, ANNA ci insegna la bellezza del fermarsi, del vivere in armonia con l’esterno. Un gesto semplice, come far scorrere una parete.

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