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Dall’intreccio impercettibile tra marketing e design, nasce la Brand Identity: una storia suggestiva dalla trama incredibile.
Sempre più spesso sentiamo parlare di identità di brand come la combinazione unica di associazioni che lega i nostri sensi col marchio attraverso la conoscenza e l’esperienza.
Tramite le componenti sensoriali, l’Identità di Brand si costituisce e permane manifestandosi in un pattern ricorrente e coerente di elementi visivi principalmente, ma anche elementi di tipo sonoro, olfattivo, tattile, gustativo.
A metà strada tra il pensiero e il percepito, la Brand Identity è ciò che si materializza grazie alle rivelazioni della marca e rimane palese alla mente. La crescita dell’esigenza da parte delle aziende di affermarsi e di distinguersi dalla massa ha riportato alla luce la tendenza vigente a riprendere in mano vecchie tecniche, che usano la creatività e il talento di grafici e illustratori per dare origine a qualcosa di innovativo: il connubio perfetto tra marketing moderno e immagine. A supportare tale incentivo, sono in primis le nostre memorie.
Protagonista da oltre quarantacinque anni della prima colazione di tantissimi italiani, la ditta Mulino Bianco si fa ricordare essenzialmente per l’intramontabile logo interamente
realizzato a mano e di cui ogni piccolo dettaglio, dalle spighe, ai fiori, al mulino, alla valle, ha un ruolo ben preciso nella narrazione, testimoniando l’impegno nell’offrire prodotti genuini.
Nel corso degli anni, il logo disegnato in origine è leggermente cambiato senza tuttavia mai perdere la propria capacità narrativa. Allo stesso modo, il leggendario marchio Coca-cola è diventato negli anni unico grazie alle celebri illustrazioni ormai centenarie: il logo della popolare bevanda analcolica da sempre protagonista non solo di bottiglie e lattine, ma di oggettistica d’ogni specie, nasce e rimane iconico nonostante i restyling del font subiti nel tempo. L’illustratore siciliano Pietro Cataudella, classe 1991, durante una TEDxPavia conference, racconta la sua personale visione del ruolo dell’illustrazione vista come un espediente per superare limiti, non in senso negativo ma semplicemente basilare.
In risposta alla richiesta di maggiore empatia, le illustrazioni sembrano quasi parlare alle classiche fotografie e invitarle ad un’esperienza diversa e condivisa, coniugata al disegno, così da generare un concept totalmente nuovo, più simile ad una cartolina emozionale.
Le illustrazioni di cui parla Pietro suscitano alte connessioni e inducono interazioni immediate, rapide e originali, ma non solo; tra i limiti che l’illustrazione supera vi è anche la possibilità di andare oltre l’attaccamento alla realtà. Infatti. Rispetto alle rinomate grafiche dall’impatto visivo forte, deciso, accentuato dal testo, l’illustrazione pura va ben oltre l’esistente e il tangibile e può esistere senza parole: tratti decisi per un contenuto visivo intelligente e che coglie l’intimità del messaggio che vuole trasmettere.
Gli step per la creazione di un’illustrazione per un brand partono dal briefing: durante questo primo passaggio, emergono le idee creative volte alla realizzazione del progetto più idoneo al marchio che combini le seguenti caratteristiche: professionalità, creatività e competenza.
Secondo step è la stesura di una moodboard, detta anche tavola dell’umore. Come una sorta di collage composto da parole, immagini, oggetti e colori, la moodboard asseconda il processo creativo, semplificandolo.
Da ultimo è lo step più atteso: la vetrina; tutto ciò che è stato precedentemente progettato è pronto per essere creato.

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