Per il back to school 2026, Arredo3 trasforma la cucina in uno spazio di scoperta, autonomia e condivisione. Nasce “Cucina a colori”, un ricettario dedicato a bambini e teenager i cui proventi saranno devoluti alla Fondazione Città della Speranza.
Settembre è il mese dei nuovi inizi. Si riaprono i libri, si riorganizzano le giornate e, dopo la parentesi delle vacanze, la casa torna a essere il centro di una quotidianità fatta di ritmi, appuntamenti e piccoli rituali. Tra questi, ce n’è uno che può diventare molto più di una semplice necessità: cucinare insieme.
È proprio da questa idea che nasce “Cucina a colori”, il nuovo progetto di Arredo3, azienda veneta che dal 1984 progetta e produce cucine Made in Italy. Un libro di ricette pensato per le nuove generazioni che mette al centro il rapporto con il cibo, ma anche quello con lo spazio domestico, con la famiglia e con il tempo.
Perché la cucina, prima ancora di essere un ambiente funzionale, è un luogo in cui accadono le cose: si conversa, si sperimenta, si impara, si aspetta che qualcosa cuocia. È uno spazio in cui il design incontra la vita quotidiana.
Una cucina da vivere, non soltanto da guardare
Il progetto si inserisce nella visione che Arredo3 porta avanti da anni: quella della cucina come luogo di relazione. Una filosofia che trova una sintesi anche nella recente campagna del brand, “INNAMORATI IN CUCINA”, e che in “Cucina a colori” assume una dimensione concreta e quotidiana.
Il ricettario, realizzato con la collaborazione di Simona Stoppa, autrice dei testi, e della nutrizionista Ileana Gervasi, invita genitori e figli a ritrovarsi intorno al piano di lavoro. L’obiettivo non è soltanto proporre ricette sane, ma trasformare la loro preparazione in un’esperienza.
In un momento storico in cui televisione, videogiochi e smartphone occupano una parte importante del tempo libero di bambini e ragazzi, cucinare può diventare un’alternativa semplice e sorprendentemente ricca: un’attività manuale, creativa e condivisa, capace di restituire valore anche ai gesti più ordinari.
Il cibo si impara anche con gli occhi
La struttura del volume parte da un elemento immediato e intuitivo: il colore.
Le ricette accompagnano bambini e teenager alla scoperta degli alimenti attraverso una classificazione cromatica che rende il percorso più accessibile e coinvolgente. Frutta e verdura, in particolare, diventano così protagoniste di un’esperienza che parte dall’osservazione e dalla curiosità prima ancora che dall’assaggio.
È un approccio coerente con le indicazioni della nutrizionista Ileana Gervasi, consulente scientifica del progetto. Nell’età evolutiva, infatti, si costruiscono importanti abitudini alimentari e il rapporto con il cibo passa anche attraverso l’esperienza diretta: osservare, annusare, toccare, preparare e soltanto dopo assaggiare.
La cucina diventa quindi una sorta di piccolo laboratorio domestico. Un luogo dove familiarizzare con ingredienti, consistenze e profumi senza trasformare l’alimentazione sana in una lezione, ma facendola diventare un gioco.
Dalla ricetta all’autonomia
Uno degli aspetti più interessanti del progetto è l’attenzione alle diverse età. Alcune preparazioni sono pensate per essere realizzate insieme a mamma e papà, mentre altre possono essere affrontate in autonomia dagli adolescenti.
Il linguaggio è volutamente semplice e immediato e le immagini accompagnano le ricette passo dopo passo. Non mancano inoltre piccoli trucchi e consigli per affrontare gli ostacoli più comuni, compreso uno dei grandi classici dell’infanzia: il rifiuto delle verdure.
Il risultato è un ricettario che non si limita a dire che cosa mangiare, ma suggerisce un modo diverso di entrare in relazione con il cibo. E, indirettamente, con la propria autonomia.
Un progetto di design che diventa anche sociale
C’è poi una seconda dimensione, altrettanto importante, che dà al progetto un significato ulteriore: i proventi della commercializzazione del libro saranno devoluti alla Fondazione Città della Speranza, realtà impegnata nel sostegno alla ricerca scientifica sulle malattie pediatriche, con particolare attenzione alle patologie oncoematologiche.
“Cucina a colori” diventa così un progetto in cui benessere individuale e responsabilità collettiva si incontrano. Il gesto di acquistare un libro di ricette si traduce in un contributo concreto a una causa sociale, mantenendo al centro i bambini e il loro futuro.
È una sensibilità che si inserisce nel più ampio percorso di sostenibilità e responsabilità portato avanti da Arredo3, attraverso attenzione alle persone, all’ambiente e alla qualità dei propri processi.
Ileana Gervasi
Ileana Gervasi è dietista, laureata presso l’Università degli Studi di Brescia. Ha conseguito un master in Alimentazione e Dietetica Vegetariana e un master in Diagnosi e Trattamento dei Disturbi Alimentari e dell’Obesità. Nel corso degli anni ha approfondito con passione e curiosità l’ambito materno-infantile, dedicandosi in particolare all’alimentazione pediatrica, alla prevenzione e alla promozione di un rapporto sereno con il cibo fin dall’infanzia. È autrice di ebook e di due libri dedicati all’alimentazione in età pediatrica: “Lo svezzamento”(Shackleton) e “A tavola senza battaglie” (Red edizioni), dedicato a come favorire lo sviluppo di una relazione positiva con il cibo fin da piccoli. Attraverso la sua paginaInstagram@mamma.insegnami.a.mangiaree il suo blogwww.ileanagervasi.it divulga contenuti rivolti a famiglie e professionisti, con l’obiettivo di accompagnare genitori e bambini verso un approccio più consapevole e sereno all’alimentazione.È cofondatrice diSNIP–Scuola di Nutrizione InPediatria, la prima scuola italiana di formazione in nutrizione pediatrica dedicata ai professionisti della salute.
Il bello di creare il bello
La prefazione del volume riassume bene la filosofia dell’iniziativa: la cucina è il luogo in cui tutto accade. Un ambiente fatto di gesti semplici, profumi, attese e condivisione.
È una definizione che, letta attraverso la lente del design, assume un significato particolare. Progettare una cucina non significa infatti soltanto organizzare superfici, contenitori ed elettrodomestici. Significa immaginare come quello spazio verrà abitato: chi vi entrerà, quali gesti compirà, quali conversazioni nasceranno, quali ricordi verranno costruiti.
Da questo punto di vista, “Cucina a colori” è quasi un’estensione editoriale della filosofia di Arredo3. Un invito a usare la cucina fino in fondo, a viverla come uno spazio dinamico e aperto, capace di accogliere tanto la preparazione di un pasto quanto la costruzione di una relazione.
Perché tornare a scuola può significare anche tornare a casa. E ritrovarsi, semplicemente, in cucina.
“Cucina a colori” è disponibile in formato cartaceo su Amazon. I proventi della vendita saranno devoluti alla Fondazione Città della Speranza.
































