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designlifestyle-editoriale-aprile-2020
Nella guerra che si continua a disputare, ormai da due mesi, negli ospedali e nei laboratori di ricerca di tutto il Paese e di tutto il mondo, per contrastare il Coronavirus, c’è anche un’altra battaglia che tiene banco. E’ quella a difesa della bellezza, unico metro di misura di una umanità ormai relegata tra le mura domestiche, col rischio di vedersi pericolosamente e drammaticamente privata di una linfa che è vitale e che ha reso possibile alla civiltà di perpetrarsi, rinnovarsi, ripensarsi. Se da un lato resteranno nella memoria di tutti le immagini restituite dai droni di un Paese nella sua più straordinaria bellezza, quella delle piazze desolate, dei vicoli deserti, delle Chiese e dei castelli chiusi, sotto cieli di infinita malinconia, mentre la natura si riappropria dei suoi spazi, con il mare delle coste che diventa più limpido e splendente, i fili d’erba che spuntano sulle piazze lastricate non più calpestate dall’uomo e gli animali che si avvicinano sereni alle città vuote, dentro continua a scalpitare il desiderio di ripartire e di ricreare. Ecco allora che l’arte esplode nelle case, tra gli artisti di tutto il mondo pronti a tradurre il proprio dolore, la frustrazione e la paura in straordinarie opere che abbracciano la pittura, la scultura, la scrittura, la fotografia e, perchè no, anche il Design. E già si pensa al rientro, a come cambierà tutto, a come questa reclusione condizionerà i nostri acquisti, le nostri abitudini, il modo di stare insieme, il modo di abitare gli spazi. Tutto ripartirà proprio da dove si è interrotto, da quella Milano, capitale mondiale del Design, espressione di tante menti e animi che hanno dettato le tendenze nel pianeta. Una Milano energica, dinamica, che ora è ferma, solo nelle sue gambe, ma dentro sta esplodendo di nuove idee e nuovi traguardi, una Milano che non vuole arrendersi e rinascerà come araba fenice per librarsi in cielo con un nuovo grande slancio. Lo vuole un Paese intero, lo vuole l’economia, lo vogliono gli artisti e gli italiani stessi. Perchè l’arte non si ferma, perchè la vita stessa non può fermarsi, vince sempre su tutto e trova, come un liquido che dipana le sue fluide braccia, i suoi spazi e le sue dimensioni. Perchè non siamo solo corpi che si nutrono di cibo, siamo animali sociali che hanno bisogno di elevare il proprio animo. Perchè sì, è vero che la bellezza salverà il mondo.

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