dressing-the-future-caterina-mazzei-designlifestyle

All’interno di Dressing the Future 2025, manifestazione che intreccia formazione, arte, innovazione e cultura del progetto, una delle voci centrali è quella di Caterina Mazzei, Referente per la sostenibilità e l’economia circolare di CNA Federmoda.
Mazzei porta all’evento una visione concreta e strategica del futuro del settore moda, frutto del lavoro capillare svolto dall’associazione a sostegno di migliaia di PMI e imprese artigiane italiane.
La sua partecipazione si inserisce nel programma dei Talk dedicati al tema “Re-immaginare il Made in Italy tra cultura, impresa e sostenibilità”, dove istituzioni, esperti e protagonisti della filiera si confrontano sulla trasformazione in atto nel settore moda, tra nuove normative europee, transizione ecologica, digitalizzazione e evoluzione dei modelli produttivi.
Caterina Mazzei porta un punto di vista privilegiato: quello di chi ogni giorno lavora con e per le imprese, supportandole nell’interpretare e tradurre la sostenibilità in strumenti operativi, modelli organizzativi e opportunità di crescita.

Quali strumenti e strategie CNA Federmoda sta mettendo in campo per accompagnare le PMI nella transizione ecologica e digitale? In che modo le reti associative possono favorire la collaborazione e l’innovazione sostenibile nel settore moda?
La strategia di CNA Federmoda parte, prima di tutto, dall’ascolto delle imprese che rappresentiamo. Le realtà che aderiscono al nostro sistema sono, nella maggior parte dei casi, imprese che hanno la sostenibilità nei propri valori fondativi, anche se spesso non formalizzata in protocolli, certificazioni o standard.
Sono aziende che da sempre valorizzano territorio, persone, qualità e durata del prodotto, evitando sprechi di materiali, energia e tempo. Questa sostenibilità “non formale”, radicata nel saper fare artigiano, oggi deve però essere tradotta all’interno dei nuovi confini normativi europei.
È proprio qui che si concentra il nostro lavoro: accompagnare le imprese in questo passaggio, aiutandole a trasformare pratiche spontanee in modelli riconosciuti, senza snaturarne l’identità.

CNA Federmoda opera su tre livelli principali:
1. Rappresentanza e advocacy.
Siamo presenti ai tavoli nazionali ed europei affinché le misure sulla sostenibilità e sulla digitalizzazione siano calibrate sulle economie reali, fatte per oltre il 90% da micro e piccole imprese. L’obiettivo è evitare che la burocrazia penalizzi chi ha meno risorse, garantendo inclusione e competitività.
2. Formazione e sensibilizzazione.
Promuoviamo iniziative per aiutare le imprese a comprendere e gestire le nuove richieste di sostenibilità e innovazione.
3. Supporto territoriale.
Attraverso le nostre strutture territoriali attiviamo percorsi pratici di accompagnamento alla sostenibilità e alla digitalizzazione, spesso in collaborazione con centri di ricerca, enti formativi e partner tecnologici, per rendere l’innovazione accessibile anche alle microimprese.
In questo percorso, le reti associative rappresentano un valore aggiunto decisivo: sono il ponte tra il “fare quotidiano” delle imprese e il sistema delle regole, facilitando comprensione, cooperazione e progettualità condivisa.

Come si può valorizzare la tradizione manifatturiera italiana integrandola con le nuove esigenze di sostenibilità e creatività?
Non esiste una formula magica per integrare tradizione e sostenibilità. In realtà, la tradizione manifatturiera italiana è già perfettamente allineata con la sostenibilità nel suo senso più autentico. Le imprese artigiane e manifatturiere italiane nascono con un approccio che mette al centro qualità, durata, rispetto delle risorse e delle persone: principi che oggi troviamo formalizzati nei criteri ESG, ma che fanno parte del nostro DNA produttivo. Due anni fa abbiamo avviato una mappatura interna per capire come le imprese associate intendono e praticano la sostenibilità. Il risultato è stato chiaro: la forma più diffusa di sostenibilità non è la certificazione, ma il modello di business.
È un elemento culturale profondo: la sostenibilità non è un progetto a sé stante, ma un modo di pensare e produrre, dove creatività e responsabilità si rafforzano reciprocamente.
Valorizzare la tradizione italiana, dunque, significa prima di tutto ascoltarla, riconoscerla e inserirla nei nuovi scenari normativi e competitivi senza snaturarla.

Un progetto per il futuro?
Più che un progetto specifico, vedo un percorso continuo. Oggi le imprese devono armonizzare elementi economici, ambientali, sociali e regolatori in un contesto globale instabile. Questo richiede un approccio sistemico. Per CNA Federmoda le parole chiave del futuro sono:
– Sensibilizzazione, per diffondere una cultura della sostenibilità che raggiunga tutta la filiera, non solo gli addetti ai lavori. – Formazione, perché la transizione ecologica e digitale è possibile solo se le persone hanno strumenti e competenze adeguate.
La sostenibilità non è un obbligo normativo, ma un asset competitivo. Il nostro compito è aiutare le imprese a riconoscerlo e trasformarlo in opportunità concreta.

Quali competenze dovrebbero sviluppare i giovani designer per avvicinarsi al tuo ambito di competenza?
Il primo passo è trovare un equilibrio tra formazione e curiosità. La creatività è essenziale, ma non basta: servono competenze tecniche, digitali, ambientali e sociali, unite alla capacità di mettere continuamente in discussione il proprio sapere.
La moda sta cambiando profondamente: progettazione, produzione e comunicazione sono diversi rispetto a cinque anni fa. I designer devono sviluppare una curiosità “strutturata”, capace di guidare il cambiamento. Da oltre trent’anni CNA Federmoda costruisce un ponte tra formazione e impresa attraverso il Concorso Nazionale Professione Moda Giovani Stilisti, oggi parte di Ricerca Moda Innovazione (RMI).
È diventato il più longevo osservatorio italiano sui nuovi talenti e sui bisogni formativi del settore. Il concorso colma i gap tra creatività e realtà produttiva: materiali innovativi, sostenibilità dei processi, conoscenza delle filiere. È una palestra dove il futuro della moda si costruisce in modo concreto. Sta per essere lanciata la 36ª edizione del Concorso – RMI 2026: seguiteci su ricercamodainnovazione.it.

dressing-the-future-designlifestyle

dressing-the-future-caterina-mazzei

Rispondi

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome