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Un piccolo viaggio tra le tendenze del nuovo anno.

Più sostenibile, più impegnato, più vicino al locale: è il Design del 2020 che strizza l’occhio, anzi abbraccia letteralmente un approccio impegnato e sensibile alle tematiche ambientali. Un invito e un imperativo quasi, alle giovani generazioni di designer e artisti, di dettare le nuove regole dello stile dell’arredamento, che non può più prescindere da un’attenzione particolare al consumo, agli sprechi al riutilizzo. Un impegno che ha visto alla Maison Object di Parigi dello scorso gennaio l’installazione di Vincent Gregoire, chiamata “Re-Generation”, un invito a guardare avanti, di fronte allo scenario quasi apocalittico degli ultimi mesi nel mondo. L’obiettivo è rivolgersi e creare quasi una nuova generazione di consumatori i quali, modificando le proprie esigenze e i propri comportamenti, riescono ad influire e a reindirizzare tutto il sistema di distribuzione, di fruizione del design e di comunicazione dello stesso. Uno dei principi basilari su cui punterà il Design del 2020 è la riduzione degli sprechi al massimo. Ed ecco che si fa strada il concetto di condivisione che spiazza quello del possesso. Non è più necessario acquistare e possedere un pezzo di design, quanto è più importante condividerlo, ad esempio col noleggio. L’impegno etico del mondo del Design passa anche attraverso i grandi brand. Come Nike, che lancia la riedizione di sneaker Nike Air Force 1 x Colin Kaepernick, l’ex quarterback dei San Francisco 49ers che nel 2016 cominciò a inginocchiarsi durante l’inno americano come protesta contro le oppressioni perpetrate nei confronti delle persone di colore. Spopolano i valori dell’umanità, naturalità e biodiversità. Soprattutto si fa strada un impegno locale a farsi sentinelle del proprio territorio. Ecco, allora, che si assiste ad un ritorno alla prossimità, ai negozi di quartiere, all’artigianalità che diventa cool. Il packaging si fa compostabile o biodegradabile, la borraccia e la doggy bag diventano un must have di design, le borse sono più preziose e di moda se realizzate da scarti plastici. Ed è in questi materiali e in altri sempre attenti all’ambiente che si realizzano delle speciali riedizioni di pezzi iconici, come il celebre pouf ideato nel 1968 da Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro e prodotto da Zanotta. In prima linea è Ikea, con la collezione Musselblomma realizzata dagli scarti ai prodotti, disegnata da Inma Bermúdez che trasforma i rifiuti in Pet pescati dal mare dai pescatori spagnoli in una borsa, due fodere per cuscini e una tovaglia. E poi, piante ovunque. Il verde indoor e in green urbanism sono le direzioni verso cui spingersi e che trovano adepti nelle nuove generazioni. Altro grande trend del 2020 è il legno, che soddisfa perfettamente questo incalzante bisogno di materiali naturali. La speranza è che settori come il Design e tutto il mondo della cultura a 360 gradi riescano a stratificare, prima che sia davvero troppo tardi, e già lo è, un pensiero alternativo, un approccio alla vita che questa vita la rispetti davvero!

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