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a cura di Mirella Vitrani

Lo stile minimal ci fa pensare a linee pulite e, magari, colori tenui. Quest’ultima caratteristica, quella dei colori asettici, sicuramente non riguarda però tutta la corrente, specie se il minimalismo di cui parliamo è quello di Karim Rashid, uno dei designer più famosi al mondo: Il colore rosa è il suo bianco.
Definito brillante, unico; ad una prima occhiata al suo “Sensuous Minimalism” emerge subito la passione per i colori, in particolare quelli più sgargianti. Per lui il rosa “anima il mondo”. Nel mondo del design è una vera leggenda, un artista che ha dimostrato ecletticità, che oltre alla passione per il design e l’arte grafica è riuscito a farsi notare nel fashion e perfino in campo musicale come Dj.
Vera e propria icona del contemporaneo, Rashid è egiziano di origine, nato nel 1960 da genitori anglo-egiziani e cresciuto in Canada, dove ha svolto gran parte dei suoi studi. È in Italia che prosegue: a Napoli si specializza, con Ettore Sottsass, prima di trasferirsi a Milano per collaborare con lo studio Rodolfo Bonetto.
In Italia assistiamo alla nascita delle sue collezioni più eccentriche, conosciute come tra le opere più creative e fantasiose al mondo.
Trasmettendo una personalissima sensibilità, il suo tipico design è caratterizzato da linee decise e precise, accompagnato da finiture laccate lucide, mentre emergono i colori pastello, decisamente brillanti.

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“Il designer del futuro”, come può continuare a farsi definire, si connota del carattere industrial e di progetti che hanno decisamente avuto un impatto positivo nel mondo del design, tanto da avergli permesso di vincere ben 300 premi nel corso della sua oggi più che decennale carriera, come il prestigioso premio Red Dot Design Award.
Senza paura di condividere sé stesso, immaginario, ideali, gusti e preferenze con il resto del mondo, è un personaggio sempre disposto a mostrarsi, creando un design capace di donarci un mondo aperto, in cui ogni singolo individuo ha l’opportunità di entrare in relazione, mettersi in gioco, trovare il suo ruolo nello spazio, conferendo importanza allo spazio grazie al valore del singolo che lo occupa, e viceversa.
Un mondo interconnesso in cui l’esistenza umana in quanto tale rende importante qualsiasi individuo.
Per questo Rashid non divide lo spazio in parti predefinite e griglie asettiche; ma lo progetta affinché ogni ambiente sia il posto migliore per accogliere le persone, non solo includendole così come sono e nello spazio che occupano, ma proprio valorizzandole. Non per questo dobbiamo immaginare il caos; le sue opere si presentano in una forma arrotondata e dolce, fluida nell’ambiente, sempre adatte a risaltare nella bellezza e mai troppo piene o sovraccariche di linee, mai confusionarie o soffocanti.
Presente, con i suoi lavori, in 20 collezioni permanenti, l’artista espone in gallerie di tutto il mondo. Tra i musei in cui trovare qualcosa di suo c’è il Museum of Modern Art di San Francisco e il MoMa di New York oltre che il Centre Georges Pompidour a Parigi e il British Design Museum di Londra.
Karim è un perenne vincitore del premio Red Dot, del premio Chicago Athenaeum Good Design, dell’ID Magazine Annual Design Review, del premio IDSA Industrial Design Excellence.
La sua sembra una sorta di missione volta alla democratizzazione del design, come è stato più volte spiegato: “fare del design un soggetto pubblico”, rompendo gli schemi che relegano il mondo del design a una piccola fetta elitaria.
Per questo si occupa anche di spazi pubblici, ne è un esempio noto la fermata della metro a Napoli: è la sua opera più conosciuta, quella della fermata “Università”. Qui i passanti beneficiano di un museo pubblico, grazie alle decorazioni all’ingresso e ai piani superiore e inferiore, con sculture dalle linee futuristiche, fantasie psichedeliche e trame multicolor che arrivano fino ai binari.
Come in tutte le opere dell’artista, questa è l’evidente frutto della commistione tra arte, moda, musica e cultura pop. Riconosciamo lo stesso stile in svariati contesti, dall’interior
design all’hotellerie.
Gli elementi incarnati sono mobilità e bellezza artistica. Nel portfolio di Rashid troviamo progettazioni architettoniche e d’interni realizzate, per esempio, nel ristorante Morimoto di Philadelphia e nell’hotel Semiramis ad Atene, oppure per il Nhow hotel di Berlino oltre che per allestimenti di Deutsche Bank e di Audi.
Appena entrati nel grande edificio affacciato sulla Sprea, il bancone della reception rosa shocking, in fibra di vetro, è la firma dell’artista pop e visionario che non può prescindere dalla scelta di pezzi d’arredo colorati in mezzo a quelli più soft, servendosi di luci che creano atmosfere uniche e particolari.
È così che si diffonde l’arte e la bellezza estetica in luoghi che canonicamente non sono deputati ad ospitarle. In questi luoghi si valorizza e riqualifica l’area urbana, lo spazio comune e anche le persone che lo vivono.
Dal ’93, con la fondazione del suo studio a New York, il designer vanta un vasto elenco di collaborazioni, tra cui: Umbra, Issey Miyake, Yves Saint Laurent, Totem, Pure Design, Zeritalia, Fasem, Guzzini, Estee Lauder, Tommy Hilfiger, Giorgio Armani, Sony, Magis, Edra, Leonardo, Zanotta, Maybelline, Yahoo, George Kovacs, Citibank, Nienkamper.
La sua oggi è una competenza fondamentale anche per le nuove generazioni, con due dottorati di ricerca alle spalle è invitato in qualità di docente in occasione di conferenze e incontri presso università e scuole di design, per portare la sua esperienza e trasmettere i concetti alla base del suo approccio e concetto di progetto.
I lavori di Karim sono stati pubblicati su riviste internazionali di moda come Vogue, Esquire, Time, GQ e altre. La critica ha considerato la sua produzione un punto di congiunzione tra la percezione del bello vissuta nell’inconscio e la sua rappresentazione nel mondo reale. L’eterna lotta tra vista e immaginazione in cui realtà e fantasia si intrecciano nelle forme sinuose dei suoi oggetti, l’una bisognosa dell’altra come il buio della luce e viceversa.
Papà della plastica e visionario new age, questa pop star del design con la sua arte ha davvero rivoluzionato il mondo, progettando migliaia di oggetti di design per i marchi più prestigiosi con i quali intraprendeva e intraprende proficue collaborazioni, come Prada, Foscarini, Artemide, Bonaldo, Sony, BoConcept, Serralunga, Zanotta, Christofle, Veuve Clicquot, Alessi, 3M Bonaldo e Vondom.
Alcuni fra i tanti progetti realizzati dalla creatività eccelsa del designer Karim Rashid I complementi d’arredo di Karim Rashid sono ormai dei veri e propri oggetti da collezione fuori da qualsiasi logica di moda. Tra gli esempi più famosi il cestino Garbo “Garbo Can”, progettato nel ‘96 e prodotto da Umbra. Una rivoluzione nella concezione di un oggetto per antonomasia banale e iperfunzionale, spesso nascosto o ridotto ad un utilizzo apparentemente difficile da collegare a concetti di estetica e bellezza, come quello dei rifiuti e della pattumiera.
Ma con Rashid l’anonimo contenitore, spesso perfino poco gradevole, diviene vera e propria opera d’arte. Garbo è diventato, grazie a questo artista, l’icona dei cestini, che poi con la loro forma arrotondata e gradevole sono stati “promossi” a portaombrelli o vasi.
Come altro oggetto di consumo emblematico della produzione di Karim Rashid, possiamo considerare la sedia Oh Chair, dalle forme morbide e tondeggianti, progettata nel 1999 dall’artista e realizzata ancora una volta da Umbra che lancia così un’altra icona: una seduta semplice e comoda.
Altre sedute comode e semplici dello stesso artista sono le Kapsule Chair, sedie per bambini nate pensando alla propria figlia Offi. Le riconoscibili linee morbide e sinuose nascondono vani portaoggetti utili a custodire i giocattoli.
Pratiche e vivaci, le piccole sedie si presentano in colori estrosi.
Più di recente, nel 2010 lancia sul mercato Vertex di Vondom, sculture di arredamento contemporanee sia per outdoor che per indoor. Si contraddistinguono nel loro dinamismo i piani triangolari capaci di creare forme sinuose, che sembrano seguire le curve del corpo. Vertex è una composizione formata da un set di tavolo, sedie e tavolino destinati a sale e set da pranzo, sale riunioni, buffet o sale conferenza. Versatili come il loro padre Karim Rashid.

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