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Moda e sostenibilità si confrontano, dialogano, si intrecciano nella mostra di abiti scultura di Caterina Crepax, a Bologna fino a fine aprile.
18 abiti di carta, con pattern provenienti dall’archivio di textile design della Fondazione Fashion Research Italy, esplorano il tema della sostenibilità, tra manualità e fantasia.
I capi, esposti sui manichini rinnovabili e biodegradabili firmati Bonaveri, sono opere che l’artista, da sempre affascinata da questo materiale etereo, ha plasmato grazie alla manualità e alla fantasia ereditate dal padre, il celebre fumettista Guido Crepax.
Il contenitore della mostra, la Fondazione Fashion Research Italy (F.FRI, è nata nel 2015 per volontà del Cavalier Alberto Masotti, Presidente del marchio La Perla, per supportare i settori della moda e del design Made in Italy attraverso attività di consulenza e formazione.

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La mostra mette in scena la visione dell’artista e il suo immaginario onirico, in un susseguirsi di pattern e colori: un’esaltazione dell’Italian Style e un’esplorazione di temi importanti e attuali come la sostenibilità e lo spreco.
Al centro, un materiale circolare, capace di trasformarsi sempre: la carta. Una materia leggera che dà forma ai sogni, alla natura, al mondo orientale, alla mitologia classica, prodotta con il 100% di fibre riciclate dalla storica cartiera Cordenons.
I manichini di Bonaveri sono realizzati con un materiale innovativo generato da fonti rinnovabili, come il BPlast, fatto per il 72% di derivati della canna da zucchero, e utilizzano BPaint, una vernice a base vegetale.
La mostra “La Gentilezza della Carta. La sostenibilità è bellezza” punta i riflettori sulla sostenibilità come necessità e urgenza, dimostrandone la bellezza attraverso capi lavorati e plasmati con leggerezza. Abiti e manichini hanno come obiettivo il rispetto per il pianeta e lo mettono in pratica con l’uso di materiali speciali: la carta, prodotta con il 100% di fibre riciclate dalla storica cartiera Cordenons e il biodegradabile BPlast.
Caterina Crepax parte da schizzi e bozzetti delle forme, per poi arricchirle di dettagli che, in relazione tra loro, riescono a evocare tutto il mondo che alimenta la sua ispirazione: i sogni, la bellezza della natura, il mondo orientale e i suoi decorativismi, la mitologia classica. Ma nelle sue creazioni emergono anche ali traslucide di insetti, pistilli di fiori, riccioli in ferro battuto, intarsi di vecchi pavimenti, grattacieli, rocce, nuvole, foglie, conchiglie, mappe di città. Un macrocosmo immaginifico che prende vita dalla e con la carta.

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