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Nicola Miulli

Bellezza, cultura del progetto e rispetto della storia sono alla base dell’idea di design di Nicola Miulli, direttore creativo e designer, fondatore della Miulli Associati, importante studio di design della comunicazione. Da sempre rigoroso e curioso, è studioso di filosofia dell’estetica, dell’arte, della direzione creativa. Progetta identità visive complesse, sistemi editoriali e comunicazione strategica. Mondi che parlano la stessa lingua, che incrociano le proprie strade, ma con delle differenze sostanziali, così come sottolinea lo stesso Miulli, sostenitore dell’idea del designer quale “artigiano pensatore”.

Quando e come nasce Nicola Miulli Creations?
Sono stato allievo e collaboratore di Massimo Dolcini, uno dei protagonisti della storia della grafica e della comunicazione italiana, guida del movimento della “grafica di pubblica utilità”, la grafica al servizio dei cittadini. Insieme a lui, nel 2005, ho fondato Miulli Associati, uno studio di design della comunicazione con sede a Pesaro e a San Ferdinando di Puglia. In seguito, è diventato uno studio di design integrato, la Nicola Miulli Creations.

Qual è la filosofia che sottende i brand?
Potremmo dire che è un “pragmatismo estetico”. Riteniamo che uno studio di design e comunicazione strategica debba sviluppare progetti, tracciare percorsi strategici, generare vision creative, design multidisciplinare e identità visive complesse, progettare spazi e prodotti di autentica originalità e di pura estetica ma che non devono mai smettere di essere anche e soprattutto funzionali. Ci caratterizziamo per la ricerca meticolosa e orgogliosamente artigianale e per un modo di lavorare che sposa sapienza del mestiere e innovazione, con risultato di apparente semplicità e di audacia creativa.

Chi è Nicola Miulli?
Ho una formazione sociologica: mi sono laureato a Pesaro e dopo a Urbino. Accanto a Dolcini e poi in autonomia ho approcciato temi legati alla pubblica utilità, temi istituzionali, brand, sistemi museali, progetti editoriali di spessore internazionale soprattutto nell’arte contemporanea. Mi sono occupato di filosofia estetica e ricerca nel design. Ma se penso a me stesso, dico che per prima cosa sono il figlio di un tipografo: è nella bottega e a casa di mio padre che è nata la mia passione e ho realizzato il mio primo lavoro di composizione con i linotipi, a 5 anni. Ed è lì che ho realizzato gli incontri che mi hanno maggiormente formato e hanno successivamente orientato il mio percorso professionale.

Arte, design: l’attività di Nicola Miulli spazia e fonde due mondi che alla fine parlano lo stesso linguaggio.
Sì, questo è vero ma non sempre: esistono delle differenze. Il design ha un suo rigore, deve avere una sua funzionalità, l’arte può rimanere un esercizio di stile. Il design è una forma d’arte, ma è il risultato prodotto da una mente pensante artigiana e non artistica. L’arte è evanescente, il design deve essere tangibile. Nel design il concetto deve diventare materia e quella materia deve essere funzionale.

Tre lavori che hanno segnato il tuo percorso di crescita
professionale e personale.
Ogni lavoro segna uno scarto di crescita personale e professionale, in quanto ogni cliente con l’unicità della propria
storia e delle proprie esigenze ti consente di sperimentare e realizzare un affondo creativo. Considerando gli ambiti per i quali il nostro intervento è più richiesto, ossia il branding, l’exibition e la comunicazione visiva istituzionale, menziono le nostre collaborazioni con Natuzzi, per un complesso intervento di branding e sviluppo di codici visivi applicati in più livelli: dal typing all’allestimento degli store internazionali, fino al product branding per l’interior design; con la Regione Puglia per “Smart Puglia 2020” nel contesto della Fiera del Levante, un progetto legato all’innovazione, l’internazionalizzazione e l’educazione del territorio attraverso l’individuazione di cinque obiettivi sociali da raggiungere; con l’artista Dario Agrimi per un progetto editoriale legato all’arte contemporanea.

Progettare, creare, ideare. Chi è il vero designer per Nicola Miulli e come nasce il processo creativo?
Mi piace molto la definizione che ne dà Mario Morosini: il
designer “è un artigiano pensatore”. Deve riuscire a coni-
ugare creatività con funzionalità, deve generare nuovi sce-
nari passando attraverso la sperimentazione. La sperimen-
tazione è una strada obbligata nel processo creativo, a mio
avviso. Oggi il designer è un regista multimodale, perché
deve tenere in considerazione tanti ambiti, perciò parliamo
di design integrato, non più di una visione circoscritta. Deve
gestire la creatività in modo organico e compatibile con
una sua applicazione su più livelli.

I progetti per il futuro.
Faccio una riflessione: oggi le nostre professionalità a livello globale sono messe in discussione da una apparentemente democratica diffusione di alcuni strumenti, che però toccano solo la superficie della questione. Credo che una priorità per il futuro nel nostro campo sia quella di mettere un punto rispetto alla confusione generale che avvolge il mondo del design e della comunicazione e di rivedere da un punto di vista viscerale le materie che trattiamo. Bisogna guardare al design in chiave rivoluzionaria, tenendo presente che la grafica è solo uno degli ambiti della sua applicazione. Il mercato è fin troppo maturo ed è
necessario pensare in modo più articolato.

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