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Il nuovo gioiello su 4 ruote firmato Frangivento.

Sono passati tre anni dalla presentazione al Parco del Valentino della Asfanè Diecidieci FV Frangivento e oggi il progetto della ibrida plug-in torna a far parlare di sé con questo esempio di supercar spinta da un motore dieci cilindri di 5.4 litri in grado di erogare 860 cavalli e sull’asse anteriore due motori elettrici in grado di aggiungere altri 150 cavalli, per un totale di 1.010 cavalli.
A rendere reale quello che inizialmente era un esercizio di stile sono stati loro, gli instancabili pionieri e sognatori Paolo Mancini e Giorgio Pirolo, con l’ingresso nel 2019 di Carlo Pirolo.
Un’auto “estrema”, dal design accattivante, con muso a trimarano e una presa d’aria al centro del tetto e porte ad ali di gabbiano. Un capolavoro di alta artigianalità e tecnologia, con cambio automatico a 8 rapporti, un telaio d’alluminio e inserti di carbonio, e un omaggio agli starter della 24 Ore di Le Mans con le maniglie degli interni a forma di pistola.

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“Questo modello è il raggiungimento del sogno – racconta Giorgio Pirolo – è la prova che ce l’abbiamo fatta a differenza di quello che ci dicevano tre anni fa alcune aziende, alle quali avevamo chiesto un aiuto con soltanto un disegno e un’idea imprenditoriale fra le mani”.
“Asfanè Diecidieci è l’auto a trazione integrale – prosegue Paolo Mancini – Ibrida plug-in con 1010 cavalli sviluppati da un propulsore termico 5,4 L V10, sovralimentato da un compressore volumetrico (per questo il convogliatore d’aria sul tetto) unito a due motori elettrici sull’asse anteriore.A livello estetico rispetto al concept del 2016 si è lavorato molto per cercare un’identità di marca soprattutto nel nuovo ‘musetto a trimarano’ con un forte richiamo, nella parte centrale, alle Formula E”.
Il nome Asfanè deriva da una parola piemontese, luogo dov’è nata la hypercar, “as fa nen”, che significa “non si fa”, a voler indicare le straordinarie prestazioni di quest’auto che, prima di oggi, poteva solo essere immaginata. Design Lifestyle ha incontrato i soci del progetto per farci raccontare il brand Frangivento.

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Come nasce il brand Frangivento e cosa racconta?
FV Frangivento nasce il 6 aprile 2016 dall’unione di competenze in campo automobilistico dell’imprenditore torinese Paolo Mancini e del designer bellunese Giorgio Pirolo per creare un’auto ad alte prestazioni ed ecosostenibile. L’ambizioso intento è quello di progettare e costruire le automobili italiane del futuro in un momento storico di stasi stilistica e in cui tutte le grandi realtà italiane stanno scomparendo o, assorbite da gruppi esteri, perdono la loro identità. L’obiettivo inoltre è di rimettere in moto un sistema di maestranze d’eccellenza italiane da troppo tempo ferme in fatto di innovazione, che non vuol dire marketing. FV Frangivento ad oggi è un brand di Hypercar della società italiana Pirman creata da noi, con l’aggiunta di un nuovo socio, Carlo Pirolo.

Innovazione e tecnologia da un lato e cura del dettaglio e passione artigiana dall’altro: è questa la sintesi di Frangivento?
Sì, una nostra interpretazione del futuro dell’automobile italiana che attinge ideologicamente e culturalmente alla tradizione e all’immenso patrimonio che ci hanno lasciato i grandi imprenditori e carrozzieri italiani come Nuccio Bertone, l’intraprendenza di grandi costruttori come Enzo Ferrari e Ferruccio Lamborghini, il genio di designer come Marcello Gandini e Giorgetto Giugiaro. Un patrimonio da salvaguardare.

Qual è lo stile iconico del marchio e quali sono state le evoluzioni negli anni?
La Frangivento nella sua stessa forma ha degli stilemi, come l’arco di alluminio battuto a mano, che agli occhi del pubblico la rendono riconoscibile come prodotto prima ancora che come marchio. L’auto trae ispirazione da un disegno di Giorgio Pirolo del 1999 che nel corso del tempo non è invecchiato. È proprio questo che ci ha spinto a realizzarla unendola alle nuove tecnologie e alle propulsioni ibride ed elettriche.

Cosa c’è nel prossimo futuro di Frangivento?
Stiamo realizzando il primo modello di serie, Asfanè Numero Uno su richiesta di un cliente. La consegna è prevista per il prossimo maggio. Stiamo, inoltre, sviluppando la versione completamente elettrica del modello Charlotte e stiamo disegnando la versione spider di Asfanè. Con il marchio Pirman (Pirolo Mancini) inoltre abbiamo in cantiere una utilitaria elettrica per tutti gli italiani.

Se dovesse raccontare solo con tre aggettivi il brand?
Ambizioso, resiliente, esclusivo.

Com’è nata la vostra passione per le automobili e per le sport car in particolare?
Giorgio Pirolo: La passione è nata da piccolo, quando negli anni ottanta, ho iniziato a replicare sulla carta le auto da rally con le quali mio cugino Gigi Pirollo, in coppia con Alex
Fiorio, vinceva le gare negli anni d’oro della Lancia Martini. Ho inventato un mio marchio di auto, facendo le serie con i nomi a modelli che ogni due mesi ristilizzavo per il mio
mercato immaginario. Un mondo tutto mio dove riempivo i libri di scuola di disegni, nei quadretti dei quaderni di matematica incasellavo auto in piani di forma, mentre sulle
righe facevo sfrecciare le ruote della mia fantasia.

Paolo Mancini: La mia passione è nata grazie all’attività di famiglia, che da più di 50 anni si dedica alla progettazione e costruzione di automobili realizzate a mano con i nostri
“battilastra” e le antiche tecniche di assemblaggio. Abbiamo in questi anni lavorato per i più grossi brand. E poi grazie devo ringraziare mio padre Salvatore, che ha passato una vita a “fare” automobili e mi ha trasmesso la passione per questo fantastico e impegnativo mondo.

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