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Il progetto a firma di Milano Abita.

Milano, via Solari 40: un’ex ferramenta, chiusa e in stato di abbandono, si trasforma in un monolocale di lusso. Finiture e materiali di pregio per questo spazio di 30 metri quadrati, messo letteralmente a nuovo con una delle iniziative di rigenerazione degli spazi urbani avviate in occasione del Fuorisalone da DOS, Design Open’ Spaces, primo distretto
diffuso della città.

Il progetto, chiamato “Design Box Milano Abita”, è a cura di Milano Abita di Martina Margaria, architetto milanese specializzato in recupero e valorizzazione di piccoli immobili
e dei suoi partners.
Dieci giorni soltanto per ristrutturare la location e la progettazione del nuovo appartamento, che vuole simulare un monolocale di lusso con inserti di armonia e eleganza: un lavoro che ha visto il coinvolgimento delle migliori maestranze italiane ed europee.

Tra le criticità riscontrate, la presenza di un’infiltrazione importante che interessava la colonna a destra dell’ingresso.
L’architetto Margaria, dopo averla ristrutturata, ha scelto di riportare a vista i mattoni e di valorizzare questo volume dipingendolo con una tonalità di grigio più forte rispetto al bianco e ai grigi pastello con cui è stato pitturato il box.

La colonna di sinistra, invece, è diventata funzionale per ospitare, e nascondere, un camino, progettato su misura, mentre per la pavimentazione dell’appartamento è stato
scelto un parquet ungherese posato a spina orizzontale, per donare allo spazio un senso di maggiore respiro e ampiezza nella percezione di chi lo abita.

Stesso materiale per il bagno, dove, però, è stato posato a correre in orizzontale per conferire movimento. Al fine di rendere l’ambiente giorno funzionale e ottimizzare gli spazi, è stata scelta una mini cucina in acciaio, piccola, compatta e performante. L’altezza generosa ha reso possibile la realizzazione di un soppalco, dove è stata ricavata la zona
notte, alla quale si accede per mezzo della innovativa e
originale scala, un brevetto mondiale in fase di attuazione, che appare chiusa come un grande quadro piatto appoggiato alla parete, mentre un sistema di molle e contrappesi
permette di aprirla orizzontalmente, svelando la sua vera funzione.
A completare il progetto, i quadri esposti con opere fotografiche di Filippo Mutani, specializzato in backstage di altissima moda, con un passato di reportage in tutto il
mondo.

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