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Matteo Stucchi con Tornilegno: Nesso e Spoletta

Un designer autoctono, amante dell’artigianato made in Italy: così può essere definito il giovane Matteo Stucchi, abile nella progettazione e produzione di prodotti che raccontano emozioni.

Rigore e fantasia, l’equilibrio di Matteo Stucchi

Dopo la linea di vasi in ceramica ispirati al corpo femminile, il suo nuovo progetto riguarda due pezzi di arredamento realizzati in collaborazione con la Tornilegno Sas, azienda specializzata nella lavorazione del legno. Due oggetti simili nella forma, differenti nella struttura, ma legati nello stile: semplice, elegante e raffinato.
Il primo, Nesso, è un fine tavolino con due basi circolari in legno di castagno e una struttura portante in ferro. Due materiali uniti con naturalezza e armonia, tali da rendere unico questo complemento d’arredo moderno.
Il secondo, Spoletta, è invece uno sgabello in legno massello di castagno, ispirato al rocchetto della sarta, utilizzabile anche come tavolino. Il richiamo all’attrezzo tipico dell’attività sartoriale è intensificato dalla presenza di filo e ago lungo la struttura che unisce le due basi.
Entrambi gli oggetti sono facilmente adattabili a un ambiente moderno, conferendogli un senso di eleganza e raffinatezza.


Intervista a Matteo Stucchi

D.L.: Da dove nasce il tuo stile?

M.S.: Il mio stile nasce da molteplici esperienze, un “mix di elementi”. Dagli studi dell’università, ai primi passi lavorativi presso studi di design e agenzie di comunicazione, passando dalla continua ricerca di informazioni, sia sul web che sul mondo cartaceo, fino ad arrivare a creare un’autoproduzione di vasi in ceramica.

D.L.: C’è un designer a cui ti ispiri?

M.S.: Personalmente non ho un designer preferito ma prendo molto in considerazione il maestro Bruno Munari. Soprattutto i suoi libri, studiati durante l’università, dove spiega il “metodo progettuale” dal problema alla soluzione.

D.L.: Quale è l’iter creativo alla base dei tuoi lavori?

M.S.: Innanzitutto la curiosità, parte tutto da lì. Penso che essere curiosi nella vita, in tutte le sue sfumature, sia la base della creatività. Subito dopo arriva la parte di ricerca e di studio, per vedere tutto quello che il mercato sta offrendo e ha già proposto. Superati questi due punti, si apre la mente con la fase creativa e si dà vita a nuovi progetti.

D.L.: Cosa vuoi comunicare con le tue opere?

M.S.: Con le mie opere vorrei comunicare il mio segno inconfondibile fatto di equilibrio tra rigore e fantasia; comincio a fare di bellezza e comfort le parole d’ordine alla base dei miei lavori, improntati su un nuovo concetto di abitare. Il prossimo progetto in cantiere? Il mio prossimo progetto è in collaborazione con un’azienda veneta, sto progettando un complemento d’arredo. Non svelo nient’altro, però, per scaramanzia!

Per maggiori info e per seguire Matteo Stucchi sui social networks, ecco il link alla Pagina Facebook del designer.

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